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Rassegna stampa - Documento |
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Soldi oltre confine, caccia alle esenzioni fiscali
di Walter Galbiati
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 5 dicembre 2011
La tentazione di portare i soldi all'estero è forte, ma ne deve valere la pena
e bisogna averne le possibilità. A spingere in questa direzione, sono
ovviamente tutti gli operatori attivi nel private banking, le banche dei
paperoni, il nome con cui vengono chiamati i clienti che possono contare su
almeno 500mila euro di liquidità, oltre alle proprietà immobiliari. Vivendo in
Italia, la prima sponda su cui si pensa di approdare è la Svizzera e in genere
si oltrepassa il confine per aprire un conto corrente oppure un deposito titoli
con l'obiettivo di costruire un portafoglio di investimento. Tutti, però,
possono aprire un conto in Svizzera o in qualsiasi altro Paese europeo, basta
essere maggiorenni, anche perché la maggior parte delle banche svizzere non
esige alcun versamento minimo per i conti di risparmio e i conti correnti.
Diverso è il caso di alcune banche private o di banche che propongono servizi
di private banking. Quasi ovunque è in vigore la garanzia sui depositi fino a
100mila euro prevista da una direttiva Ue del 2009. La garanzia vale anche per
i Paesi dell'Unione che non hanno adottato l'euro, salvo arrotondamenti dovuti
al cambio. Fino allo scorso anno, comunque, con lo scudo fiscale di Tremonti si
era assistito a un movimento inverso, di rientri di capitale. Ora la crisi, la
paura di una tassa patrimoniale e la sfiducia nell'euro, stanno suggerendo un
movimento inverso. Il governo Berlusconi prima e ora quello Monti hanno allo
studio una tassa patrimoniale che potrebbe colpire anche i depositi bancari. Si
parlava di un prelievo fino al 20%. Ora l'emergenza sembra rientrata, ma i
possessori di grandi capitali non sono stati certo a guardare. I banchieri
svizzeri offrono ovviamente qualsiasi tipo di servizio, ma la cosa fondamentale
da sapere è il trattamento fiscale. Gli obblighi sono principalmente in capo al
contribuente, salvo le eccezioni in cui la banca agisce quale sostituto
d'imposta. Le banche elvetiche hanno l'obbligo di prelievo (35%) sui redditi
pagati sui conti correnti e obbligazioni proprie, nonché su tutti i redditi
incassati da clienti residenti nell'Unione Europea (la famosa Euroritenuta). Ma
le mete possono essere anche altre, come l'Inghilterra, dove la tassazione dei
non residenti è esigua. Le destinazioni più ambite si possono trovare nelle
classifiche dell'International Bureau of Fiscal Documentation (Ibfd), un ente
di ricerca indipendente sulla tassazione ed editore di pubblicazioni
specializzate sulla fiscalità. Secondo i dati di Ibfd, i capital gain in
Austria, Belgio e Svizzera hanno una esenzione, mentre nel Regno Unito e in
Irlanda sono i non residenti a non essere tassati. I dividendi, invece, hanno
un trattamento di favore in Spagna, grazie alla no tax area sino a 1.500 euro e
all'aliquota del 19%, mentre in Olanda e Svezia l'imposizione sugli interessi
bancari è nulla.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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