 |
 |
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
::
Rassegna stampa - Documento |
 |
 |
 |
 |
Sotto controllo la probabilità di «default»
di Enzo Rocca
Il Sole 24 Ore
Lunedì 18 dicembre 2006
Il concetto di default è uno degli elementi chiave
per l'attribuzione del rating, essendo fondamentale
per la determinazione dei principali parametri di rischio:
probabilità di default (Pd), tasso di perdita in caso di
default (Lgd) e tasso di perdita attesa (El).
Per individuare la definizione di default occorre fare
riferimento alle categorie di crediti dubbi previste
dalla disciplina di vigilanza della Banca d'Italia:
sofferenze, incagli, crediti ristrutturati e crediti
scaduti o sconfinanti ("past due").
Quest'ultima tipologia di credito anomalo è stata introdotta
di recente per rendere la classificazione coerente con la nozione
di esposizioni in default prevista da Basilea 2.
Secondo le istruzioni della Banca d'Italia,
un'esposizione è considerata "scaduta" quando il
debitore è in ritardo da almeno 90 giorni su
un'obbligazione creditizia ritenuta rilevante. La soglia
di rilevanza è stata fissata pari al 5% dell'esposizione
(Recepimento della nuova regolamentazione prudenziale
internazionale, documento per la consultazione, luglio 2006).
Il termine di 90 giorni è sostituito da quello più lungo di 180
nei seguenti casi:
crediti verso le imprese, solo fino al 31 dicembre 2011;
crediti al dettaglio o verso enti del settore pubblico.
Sono ammessi il riscadenzamento dei crediti e la concessione
di proroghe, dilazioni, rinnovi e riporti a nuovo su
conti esistenti, a condizione che tali procedure siano
debitamente disciplinate e documentate. In ogni caso, se
la banca tratta a livello gestionale un'esposizione
riscadenzata analogamente ad altri crediti in default,
tale esposizione deve essere trattata come default.
L'argomento riveste una rilevanza fondamentale soprattutto in Italia.
Nel nostro Paese, infatti, secondo una rilevazione effettuata dalla Banca
d'Italia, il fenomeno dei crediti "scaduti" presenta una
dimensione significativa. I motivi principali sono da
ricercare sia nelle prassi commerciali che determinano
tempi lunghi di regolamento delle transazioni, sia nelle
modalità organizzative e gestionali degli intermediari.
L'indagine della Banca d'Italia ha rilevato che il
ritardo nell'assolvimento del debito non è necessariamente
indice di un deterioramento della solvibilità del debitore,
considerato che circa la metà dei crediti scaduti tende a
regolarizzarsi entro 6-12 mesi.
La presenza nell'ambito dei crediti scaduti sia di posizioni
in bonis sia di posizioni destinate a diventare inesigibili
non permette di avere una visione chiara del rischio creditizio
e di distinguere i semplici ritardi di pagamento da quelli che
segnalano più serie difficoltà di rimborso.
Tale situazione d'incertezza può riflettersi sulla capacità
del mercato di esprimere un giudizio corretto sulla qualità degli
impieghi bancari. Per tali ragioni, è auspicabile che il
fenomeno in argomento sia ricondotto progressivamente
entro i termini e le impostazioni della prassi
creditizia internazionale. In tal modo, inoltre, le
situazioni di default rilevate dalle banche nazionali
potranno risultare coerenti con la definizione recepita
nel nuovo schema normativo di Basilea 2.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
|
| |
|
Servizi gratuiti con Facebook!
Clicca qui
per info.
|
|
|
|
 |
 |
 |
In primo piano...  |
|
|
| [ per le aziende e i privati ] |
Sempre attuali...
|
|
|
| [ a p p r o f o n d i m e n t i ]
|
Focus on...
|
 |
Ecofin: capitalizzazione banche, c'è l'accordo |  | Sul credito è in gioco la credibilità |  | Rende il doppio investire in sicurezza sul lavoro |  | Aumenta la durata delle rate, cambia la destinazione |  | Commercialisti "Robin Hood" degli azionisti di minoranza |  | Marketing manager, la nuova missione è costruire il "mito" |  | Le cause della crisi? Chiedete ai regolatori |  | Crisi economica? Servono banche sane e profittevoli... |  | Collegio sindacale, a chi piace ridotto |  | La Sace allarga il suo campo d'azione: «Vogliamo essere... |  | Banche, anno nero il dividendo è un fantasma |  | Si al rating antimafia per promuovere le aziende virtuose |  | Il regolatore in cerca di regole |  | Dare credito a chi lo merita |  | Piano industriale e strumenti di risanamento |  | Controlli, il Governo rilancia la delega |  | Befera: mi piacerebbe dichiarazione redditi di due... |  | Tanti Madoff nascosti, a smascherarli sarà la crisi |  | Se la finanza si mangia l'economia |  | Dimmi che casa vuoi, ti dirò chi sei |  | La fattura non corre sul web, l'Italia in ritardo |  | Non studio, non lavoro, non cerco. Per tre ragazzi su... |  | La soluzione per portare le Pmi sui mercati globali |  | Per le imprese una spinta a ricapitalizzare |  | Stretta sui debiti delle imprese |  | Manager e laureati sono pochi gli sbocchi per chi sa... |  | Autorità finanziarie? Una Babele |  | Agenzie di rating, l'Europa pronta a rafforzare la vigilanza |  | Pmi, cresce ancora la quota dell'export ma resta il nodo... |  | Aumentano i fallimenti nel 2011, Lombardia la più colpita |  | Un rubino è per sempre e le quotazioni si impennano |  | «I rating? Inutili e dannosi. Aboliamo la loro dittatura» |  | «Sanzioni dall'Agenzia delle entrate non sono ammissibili» |  | Pubblica amministrazione locale a braccetto con i... |  | Spread, tassi, prestiti: le banche sull'orlo di una crisi di... |  | L'indice per misurare la volatilità di un quadro o scultura |  | Ecco le banche «too big to fail» |  | Small e mid cap, in Borsa rendono di più |  | Riforma degli statuti. Lo slalom degli Ordini tra i paletti... |  | Quelle Pmi poco assicurate: «Un pericolo sottovalutato«» |  |
|
|