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«Sottostimati gli effetti di Basilea 2»
di Ilaria Vesentini
Il Sole 24 Ore - Centro Nord
Mercoledì 17 ottobre 2007

«Fino a oggi molte banche hanno sottostimato l'impatto di Basilea 2 sulla loro organizzazione. Pareri rassicuranti continuano a dire che non dovrebbe cambiare molto per le imprese, Pmi incluse. Se davvero sarà così, si tratterà di un clamoroso autogol, perché le nuove regole impongono più attenzione ai rischi e quindi le banche dovrebbero essere in grado di premiare le imprese più virtuose, non soltanto evitare o penalizzare quelle più deboli». E' dunque un contesto ancora nebuloso quello in cui si muove il connubio banca-impresa secondo Luca Proietti, ricercatore del consorzio universitario Cueim (Consorzio universitario di economia industriale e manageriale) e docente Aristeia, che sarà tra i relatori del convegno di studi e alta formazione in programma il prossimo 26 ottobre a Ravenna, "Basilea 2: evoluzione del rapporto banca-impresa, logica del rating", organizzato dai dottori commercialisti della provincia.
E di ritardo generalizzato del sistema bancario parla anche Livio Tempesta, responsabile Risk management di Bper: «Le aggregazioni in atto nel sistema bancario hanno rallentato le procedure di rating e di validazione da parte della Banca d'Italia. Quasi tutti gli istituti, anche il nostro, avvieranno l'accordo il 1° gennaio 2008 con il metodo standard, per poi arrivare gradualmente ai rating interni di base ed evoluti, che hanno alti costi di implementazione e tempi lunghi di internalizzazione delle nuove metodologie. I prossimi due anni saranno dunque di transizione». E in ritardo sono anche le Pmi, «sia per quanto riguarda l'informativa di bilancio che le politiche di gestione», continua Tempesta che non intravede peraltro rischi di razionamento del credito.
Debutterà invece con il rating interno di base (Irb foundation) l'altro big emiliano, Credem che in vista del nuovo accordo ha predisposto il servizio informativo e di supporto alla clientela "Insieme Basilea" e soluzioni mirate per ricapitalizzare l'impresa (Mutuo fifty capital, prestito partecipativo, finanziamento ai soci) e per ottimizzare la struttura di bilancio (finanziamenti e factoring pro soluto). «Con l'adozione dei principi di Basilea 2 - precisa Giancarlo Bertolini, responsabile marketing strategico corporate Credem - circa il 90% della nostra clientela corporate assorbirà capitale in misura inferiore rispetto a quanto previsto da Basilea 1».
Informare ed educare le imprese alla trasparenza e a strutture patrimoniali più equilibrate (puntando soprattutto sui prestiti partecipativi) è l'opera che stanno portando avanti da mesi anche i piccoli operatori, da Banca di Piacenza alla Cassa di risparmio di San Miniato, «forti di quel rapporto diretto che facilita la valutazione qualitativa dell'azienda e delle sue potenzialità», spiega da San Miniato il capo area crediti, Roberto Bruni. «Le piccole dimensioni nostre e degli imprenditori, clientela retail - conclude Vincenzo Tagliaferro, direttore generale della Cassa di Fabriano e Cupramontana - non rendendo necessari i rating interni, ci consentono di restare più flessibili ed elastici rispetto alle medie aziende. Al punto che potremo avere una funzione di sostegno dell'economia del territorio lì dove i network bancari non sapranno leggere la valenza di Pmi locali in fibrillazione».

* * *

Le novità

Che cos'è
«Basilea 2» indica il secondo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche, tenute ad accantonare quote di capitali proporzionali alla rischiosità dei crediti erogati.
Come funziona
Dal 1° gennaio 2008 i rating porteranno in primo piano i dati di bilancio, penalizzando le imprese con pochi mezzi e quelle poco trasparenti.
Le conseguenze
Nel 2003 si stimava che il 65% delle imprese avrebbe subito difficoltà di accesso al credito. Un'indagine 2006 Confindustria-Unioncamere ha assicurato invece la neutralità dell'impatto per il 60% delle aziende.


Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.
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