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Rassegna stampa - Documento |
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Stessa azienda, rating differente
di Giorgio Costa
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 19 novembre 2008
Banca che vai rating che trovi. Chi pensava che le valutazioni imposte da Basilea 2 avessero qualcosa di
oggettivo oggi può tranquillamente cambiare idea.
A far capire come stanno le cose ci ha provato l'università di Ferrara, e in particolare il laboratorio di
Finanza e governo d'impresa della facoltà di Economia, che ha condotto una ricerca sulle modalità e gli esiti
dell'applicazione dei rating di otto diverse banche - più i software automatici di due società consulenziali -
rispetto a tre casi di imprese operanti in diversi settori. Si tratta di aziende effettivamente attive nel
ferrarese e istituti di credito, anche di carattere nazionale, con filiali operanti sul territorio provinciale.
Di fatto si sono comparati i rating bancari per Basilea 2 di tre aziende esistenti (ma a cui è stato cambiato
ovviamente il nome) operanti nel settori dell'artigianato (odontoiatria), dei servizi informatici e delle
costruzioni e si è scoperto che a fronte della medesima azienda (e quindi del medesimo rischio) le banche
offrono valutazioni molto differenziate e - anche se le conclusioni sulle probabilità di default non sono
molto dissimili - la cosa ha un forte impatto sui costi del finanziamento.
In particolare emerge come le banche di piccola dimensione (e soprattutto i sistemi di software) siano di
manica più larga rispetto agli istituti bancari medi e grandi in fatto di valutazioni, che svariano dalla
doppia o tripla "A" fino al "B" con la massima facilità. Con inevitabili impatti sul costo che del
finanziamento che aumenta al diminuire della classe di rating.
Tutto questo nonostante alla fine le valutazioni siano piuttosto omogenee (o comunque più uniformi) sul punto
della probabilità di default. «Tali risultati - spiega Stefano Zambon, ordinario di Economia aziendale a
Ferrara e coordinatore della ricerca - mi sembra suggeriscano innanzitutto che le imprese devono conoscere e
comprendere meglio gli algoritmi che presiedono alla determinazione del rating ad esse relativo. Poi le
banche dovrebbero rendere più noti e chiari possibile il significato e i meccanismi del rating mentre le
informazioni sia economico-finanziarie, sia qualitative (in particolare, quelle sugli intangibili) diventano
di estrema importanza per migliorare il dialogo banca-impresa. Infine - conclude Zambon - sussistono
consistenti margini di miglioramento e affinamento delle procedure di rating, specie attraverso la
cooperazione tra i vari attori, anche professionali, coinvolti».
Non a caso all'iniziativa hanno collaborato anche i Dottori commercialisti e gli esperti contabili di
Ferrara che - insieme a Camera di commercio e assessorati alle attività produttive di Comune e Provincia e
alle categorie economiche e produttive - contribuiscono all'attività del Laboratorio di finanza e governo
d'impresa attivato dall'ateneo ferrarese. Si tratta di una struttura che si prefigge di stimolare il dialogo
per la crescita culturale sul tema del governo e della finanza d'impresa partendo proprio dal monitoraggio di
quel che accade concretamente con Basilea 2. In particolare, si sta attuando il monitoraggio annuo di circa
50 imprese locali al fine di verificarne la dinamica dell'equilibrio economico, finanziario e patrimoniale.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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