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Trichet: «Banche rafforzate con Basilea 3». Draghi: «Le italiane ben patrimonializzate»
a cura della Redazione
Il Sole 24 Ore
Lunedì 13 settembre 2010
L'accordo sulla riforma globale del settore bancario, battezzato "Basilea 3" e raggiunto proprio ieri nella città
elvetica, sgombera il campo «dall'incertezza in diversi settori». Lo ha affermato il presidente della Banca centrale
europea, e del G10 dei banchieri centrali Jean-Claude Trichet al termine della consueta riunione presso la Banca dei
regolamenti internazionali. Questo mentre secondo il G10 delle banche centrali non incombono rischi di deflazione
sull'economia globale che, ha aggiunto Trichet, sta ora uscendo da una delle peggiori crisi economiche da decenni.
Con le nuove norme fissate nell'accordo denominato Basilea 3, il sistema bancario sarà più resistente, ha detto il
presidente della Bce che che ha presieduto il gruppo delle banche centrali che ieri ha raggiunto l'accordo. Le nuove
norme introducono regole più stringenti sulla patrimonializzazione delle banche e viene ridotta l'incertezza che
rappresenta «il nemico» dell'intero sistema.
«Sono pienamente fiducioso» che le autorità degli Stati Uniti applicheranno l'accordo Basilea 3 raggiunto ieri, ha
affermato Trichet. Gli Stati Uniti, presenti al vertice con il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, avevano
espresso molti timori, insieme alla Germania, sull'accordo e non avevano peraltro pienamente applicato il precedente
accordo Basilea 2.
«Non fornisco stime su quale sarà l'impatto di Basilea 3 sulle banche. Dipende dalle singole situazioni, dalla capacità
di generare utili, insomma preferisco non commentare su possibili proiezioni», ha aggiunto il governatore che ha
tuttavia indicato di ritenere le nuove regole tali non pesare eccessivamente sulle banche anche perché si è tenuto conto
della loro esigenza di adeguarsi a nuovi standard continuando al tempo stesso a fornire sostegno all'economia mediante
lo strumento del credito.
Anche il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi ha parlato della riforma. Per adeguarsi ai nuovi requisiti di
capitale vi sono varie strade da poter seguire e non è dunque per forza necessario ridurre i dividendi ha detto il
governatore della Banca d'Italia. «Vi sono molti canali per approvvigionarsi di capitale - ha detto Draghi - ad esempio
attraverso la cessione di attività e la redditività. La riduzione dei dividendi è dunque solo una delle strade
percorribili».
Il fatto che il processo di transizione di Basilea III sia molto lungo e graduale permetterà secondo Draghi a tutte le
banche di raggiungere per tempo i livelli previsti e senza eccessivi problemi anche se «certo qualcuno dovrà lavorare
di più». Il governatore ha aggiunto che la Banca d'Italia istituirà un'unità per fornire consigli agli intermediari su
come applicare la nuova normativa.
In questo processo tuttavia non saranno penalizzate le imprese. «Le banche italiane saranno in grado di muoversi verso
livelli di patrimonalizzazione più elevati con gradualità assicurando al tempo stesso sostegno alle imprese e
all'economia» ha detto rispondendo all'appello lanciato da Confindustria alla vigilia del varo delle nuove regole.
«Le banche italiane complessivamente sono solide - ha detto Draghi - e hanno livelli patrimoniali superiori ai minimi
regolamentari. Sono in linea e a volte anche meglio rispetto alla media internazionale». I nostri istituti di credito
- secondo il Governatore - hanno infatti «una qualità del capitale migliore» perché il loro modello di business è più
tradizionale, non sono sovraindebitate e hanno una minore incidenza sul bilancio di strumenti ibridi, quindi dovranno
«dedurre meno».
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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