Un vademecum per il passaggio agli Ias
di Franco Roscini Vitali
Il Sole 24 Ore
Mercoledì 15 dicembre 2004
Via libera dell'Oic - l'Organismo Italiano di contabilità - alla nuova
"bozza per commenti" della «Guida operativa per la transizione ai
principi contabili internazionali (Ias/Ifrs)».
Il vademecum - che sarà pubblicato, per consultazioni, sul
sito dello stesso Oic la prossima settimana - diverrà definitivo
all'inizio del 2005, dopo essere stato sottoposto all'ultimo giro di boa
delle osservazioni, che dovranno giungere entro un mese, da parte di
organismi professionali, Abi, Ania, Assonime, Confindustria e Banca
d'Italia. Il corposo documento, quasi 300 pagine, riassume, in pratica, i
principali problemi sul passaggio dall'attuale disciplina a quella
regolata secondo gli Ias/Ifrs, inclusi i capitoli più delicati della fase
successiva al passaggio (si vedano gli articoli riportati a fianco; ndr:
leggi l'articolo dal titolo
Il Tfr sotto l'ombrello dei «benefici» e l'articolo dal titolo
Le attività tra doppi modelli e rettifiche a patrimonio netto).
La Guida esordisce con l'illustrazione delle disposizioni di riferimento,
comunitarie e nazionali, prima di passare alla trattazione delle questioni
specifiche.
L'evoluzione comunitaria. L'adozione degli Ias ha avuto
inizio con il Regolamento comunitario 1606/02, con il quale l'Unione
europea ha sancito l'obbligo, per le società quotate, di redigere il
bilancio consolidato in base ai nuovi standard internazionali a partire
dal 1° gennaio 2005.
Con i successivi Regolamenti 1725/03 e 707/04, sono
stati pubblicati, poi, sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea, gli
Ias esistenti al 14 settembre 2002, data di entrata in vigore del
Regolamento 1606/02, con eccezione degli Ias 32 e 39.
E tuttavia, proprio i principi contabili già pubblicati hanno subito, nel corso
del 2004, un nuovo restyling: la Ue li ha nuovamente approvati il 29 novembre
scorso e ora si attende la loro seconda, e per ora, definitiva
ripubblicazione sulla Gazzetta europea, assieme a quelli nuovi emanati,
nel frattempo, dallo Iasb.
Percorso parallelo è toccato, invece, al controverso Ias 39 che, dopo un lungo
braccio di ferro tra autorità statali, europee e "architetti" del board
londinese, è stato pubblicato, "stralciato" (carved out) dei passaggi più
"tortuosi" su passività e core deposit, sulla Guue L 363 del 9 dicembre,
con il Regolamento 2086/04.
Per parte sua, l'Oic avverte che la «Guida operativa alla
transizione ai principi contabili internazionali» non costituisce un
principio contabile a parte e neppure un'interpretazione degli Ias. Ma si
occupa, specialmente, della redazione della situazione patrimoniale alla
data della transizione.
Il quadro italiano. La Guida costituirà uno
strumento in particolar modo utile per il "sistema Italia", dato che il
nostro Paese, con l'articolo 25 della Finanziaria 2003, ha esercitato la
facoltà, concessa dal Regolamento n. 1606/02, di estendere gli Ias/Ifrs ai
bilanci diversi da quelli consolidati delle quotate.
Lo schema di decreto legislativo, varato il 26 novembre scorso dal Consiglio dei
ministri (si veda «Il Sole-24 Ore» del giorno dopo) sarà, da oggi
pomeriggio, all'attenzione della commissione Finanze della Camera, per
pareri e osservazioni (analogo l'iter al Senato). I tempi parlamentari non
saranno comunque brevissimi. L'esame del provvedimento sarà infatti
"spalmato" su 90 giorni. Il parere sui decreti legislativi dovrebbe essere
espresso entro 40 giorni dalla loro trasmissione alle Camere, ma se questo
"trasferimento" avviene entro 30 giorni (26 novembre) dalla data di
scadenza della delega (30 novembre) - come è in questo caso - i pareri
godono di un "premio temporale" sino a tre mesi.
Inoltre, la legge Comunitaria 2004, in dirittura di approvazione, prevede il
recepimento della direttiva 51/03, che apporta notevoli cambiamenti alle
precedenti dispposizioni contabili comunitarie, per preparare il terreno all'entrata
a regime degli Ias/Ifrs.
In ogni caso, bisogna precisare che la «Guida» dell'Oic contiene i documenti
aggiornati dallo Iasb a seguito del processo di revisione sino al 31 marzo 2004,
nonché il documento interpretativo Ifric 1. Le disposizioni successive saranno
inserite in seguito.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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