Usa, i fondi entrano nelle inchieste di Spitzer
di Eugenio Occorsio
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 20 ottobre 2003
Si chiama late trading. Alla chiusura dei mercati viene fissato il
valore delle quote dei fondi d'investimento. A quel punto le corporation
americane emettono comunicazioni sui bilanci, le relazioni trimestrali,
notizie di fusioni e acquisizioni, e via dicendo. Tutte notizie che
influenzeranno nel bene o nel male la quotazione del giorno dopo. Invece
diversi fondi d'investimento permettevano a "selezionati" partner di
trattare le loro quote al vecchio prezzo di chiusura in questo turbolento
dopomercato, anziché aspettare regolarmente il giorno dopo. Questo è
illegale, e il procuratore di New York, Eliot Spitzer, l'uomo che sta
rivoltando la finanza americana con le sue inchieste, ha aperto in ottobre
un nuovo filone d'indagine e inviato una raffica di comunicazioni
giudiziarie. «E' come giocare ai cavalli sulla corsa del giorno prima», ha
spiegato. L'inchiesta è in pieno svolgimento ma già ha portato le prime
conseguenze. Robert Gordon, capo dei fondi di BankAmerica, la terza banca
del paese investita in pieno dall'inchiesta, si è dimesso.
Contemporaneamente Spitzer ha emesso la prima incriminazione vera e
propria, per frode e sottrazione indebita, contro Theodore Sihpol, broker
della banca: avrebbe condotto un'operazione in late trading da 40 milioni
di dollari a favore di un cliente "speciale", l'hedge fund Canary Capital.
La banca ha assunto misure draconiane: ha commissariato l'unità fondi
nominando controllore Dale Frey, personaggio carismatico, già presidente
della General Electric. E ha annunciato l'intenzione di rimborsare gli
investitori penalizzati dalle attività fraudolente dei propri
intermediari. Ma l'inchiesta di Spitzer si allarga e non passa giorno
senza che nuovi avvisi di garanzia vengano emessi e nuovi interrogatori
vengano condotti. Ormai è nel mirino, a dimostrazione di quanto fosse
diffuso il late trading, buona parte del Gotha dei fondi Usa. Fidelity,
Franklin, Janus, Strong Capital Management, Prudential, sono alcuni dei
nomi più prestigiosi coinvolti. Piccoli broker si arricchivano con lucrose
commissioni, intere divisioni miglioravano i bilanci con questo
trucchetto, medie società evitavano la bancarotta. L'inchiesta lo dirà.
«E' certamente il più grande scandalo dai tempi in cui, con l'Investment
Company Act del 1940, fu regolamentato il settore», spiega Sheldon Jacobs,
direttore della newsletter NoLoad Fund. Persino il potente gruppo di
lobbying del settore, l'Investment Company Institute, si è affrettato a
mettersi a disposizione di Spitzer e delle autorità federali per cercare
di venire a capo di questo pasticcio. Lui, il giudice, non ha fornito
cifre ma ha detto che «le pratiche illegali erano talmente diffuse che
l'ammontare coinvolto è nell'ordine di diversi miliardi di dollari».
Ancora una volta, Wall Street trema sotto i colpi di un'inchiesta
giudiziaria.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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