Usa, vacilla il mito dei fondi tutti sotto la lente di Spitzer
di Federico Rampini
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 17 novembre 2003
«Qui non si tratta di qualche mela marcia, qui è
marcio tutto», ha detto il procuratore generale di New York Eliot Spitzer.
E' esattamente la sensazione che vive il risparmiatore americano medio,
dopo che le indagini di Spitzer hanno coinvolto l'ultima istituzione del
capitalismo americano che era ancora circondata da una fama di
rispettabilità: i fondi comuni d'investimento. «Prevedo un considerevole
numero di processi», ha aggiunto Spitzer. Ma nonostante la rapidità con
cui si sta muovendo il magistrato più celebre d'America, forse anche le
sanzioni più severe non basteranno a riparare la fiducia distrutta. Dopo
la bancarotta Enron (dicembre 2001), quella della WorldCom (estate 2002),
e l'interminabile serie di rivelazioni su falsi in bilancio, conflitti
d'interessi, truffe ai danni degli azionisti, insider trading e frodi
fiscali, non è un po' ingenuo sorprendersi ancora per uno scandalo
finanziario? Forse sì, e tuttavia lo sgomento è giustificato. Perchè
l'ultima serie di scandali portati alla luce da Spitzer investe la forma
di risparmio più universalmente diffusa tra le famiglie: un americano su
tre possiede quote di qualche fondo comune, e spesso affida a questo tipo
di investimento la sua futura pensione. Il fondo è o dovrebbe essere in
teoria una forma di investimento non speculativa, meno rischiosa
dell'acquisto diretto di azioni (perché più diversificato, e affidato a
gestori professionali): perciò per decenni le sue virtù sono state
decantate al risparmiatore americano. E lui (o lei) ci ha creduto. Per
quanto il dopo-Enron li abbia preparati a tutto, gli americani si
illudevano ancora che questa parte del mondo della finanza fosse rimasta
pulita, affidabile. L'illusione è finita.
Il mito dei fondi comuni come
investimento sicuro, gestito rigorosamente nell'interesse del piccolo
risparmiatore, ha cominciato a scricchiolare a settembre, anche se
all'inizio non tutti hanno capito la gravità di quello che stava venendo
alla luce. Due mesi fa, Spitzer ha costretto al patteggiamento con 40
milioni di dollari di multa lo hedge fund Canary Capital. Un nome poco
noto al grande pubblico. Ma la scorrettezza imputata ai vertici del Canary
Capital chiamava in causa istituzioni ben più note e importanti: la Bank
of America, Bank One, e il grande gruppo di fondi comuni Janus. Tutti
erano in combutta con Canary Capital, a cui avevano consentito dei "giochi
sporchi" in cambio di favori. "Late trading" e "market timing" sono i
termini tecnici che designano queste scorrettezze. Per capire di che si
tratta bisogna ricordare che un fondo comune d'investimento è nella
maggior parte dei casi lo strumento per collocare risparmi a lungo
termine, comprando un paniere di titoli: azioni e obbligazioni
generalmente quotate in Borsa. Il valore di questi titoli varia ogni
minuto sui mercati, e conseguentemente anche le quote dei fondi comuni
hanno un valore fluttuante. Ma poiché è complesso misurare minuto per
minuto il variare del valore di un fondo che è la sintesi di tanti titoli
diversi, dal 1968 la Sec ha stabilito una regola: il prezzo di una quota,
per chi vuole investire nel fondo (o venderlo), viene stabilito ogni
giorno alle quattro del pomeriggio di New York, quando chiudono le
contrattazioni ufficiali al New York Stock Exchange. Gli ordini di
acquisto o di vendita raccolti prima delle quattro vengono eseguiti a quel
prezzo di chiusura finale. Gli ordini di acquisto e vendita comunicati
dagli investitori dopo le quattro, devono aspettare l'indomani: cioè
saranno eseguiti al prezzo di chiusura delle ore quattro del giorno dopo.
Questo sistema è trasparente ed equo, finché tutti lo rispettano. Ma se a
qualcuno viene concesso il privilegio di piazzare degli ordini a mercato
chiuso, ed eseguirli al prezzo del giorno stesso, gli si regala un
vantaggio straordinario: può beneficiare di tutte le notizie che le
aziende comunicano dopo la chiusura della Borsa, sapendo quale effetto
avranno sulle quotazioni dell'indomani. Se un fondo specializzato
nell'hitech ha il portafoglio strapieno di azioni Microsoft, e Bill Gates
a Borsa chiusa annuncia che i suoi profitti trimestrali hanno superato le
previsioni di Wall Street, poter comprare a tarda sera (ma al prezzo delle
quattro) le quote di quel fondo equivale a comprare azioni Microsoft al
prezzo "di ieri", già sapendo una notizia che "ieri" era ignota al mercato
e che sicuramente farà salire il titolo. Basta rivendere domani lo stesso
fondo e il guadagno è assicurato. E' come giocare al Casinò sapendo che il
croupier trucca la roulette e sapendo su quale numero farà fermare la
pallina.
Il "late trading", cioè la compravendita di quote di fondi a
mercato chiuso e al prezzo pre-chiusura, è semplicemente illegale in base
alle regole della Sec. Inoltre la maggior parte dei fondi proibiscono per
il loro statuto interno anche le operazioni "mordi e fuggi", cioè acquisti
e vendite di quote a brevissima scadenza, anche se effettuate a mercato
aperto. Eppure Spitzer ha scoperto, nel caso di Canary Capital, che grossi
clienti gli lasciavano fare proprio queste operazioni proibite, sui propri
fondi. Dietro congruo scambio di favori. E ben presto le rivelazioni si
sono moltiplicate: oggi nella lista degli indagati da Spitzer figurano ben
88 fondi. Alcuni sono accusati perfino di insider trading: a pochi
investitori privilegiati comunicavano in anticipo notizie riservate, per
esempio sui grossi acquisti di titoli che stavano per effettuare (sono
notizie che possono "muovere il mercato": se un colosso dei fondi comuni
ha deciso di comprare una grande partita di azioni Ibm, il prezzo dell'Ibm
sarà spinto al rialzo; se a me lo dice oggi, io compro le Ibm un giorno
prima e faccio un affare).
Secondo le prime stime, questi comportamenti
fraudolenti dei più grandi gruppi di gestione di fondi hanno inflitto
perdite di 5 miliardi di dollari all'anno ai piccoli risparmiatori. Si
tratta di perdite tutto sommato contenute, visto che i fondi comuni Usa
amministrano attivi per 7.000 miliardi di dollari. Tuttavia l'impatto di
queste rivelazioni è profondo. Bank of America, Bank One, Citigroup,
Merrill Lynch e Morgan Stanley hanno già dovuto licenziare gran parte dei
loro gestori di fondi. Man mano che costringe queste istituzioni a
patteggiare, Spitzer le obbliga a risarcire i clienti. I quali però hanno
già cominciato a reagire da soli: vendendo. Janus Capital, uno dei più
importanti gruppi americani del risparmio gestito, ha visto crollare del
20% il proprio valore di mercato. Putnam Investments, un'altra società di
gestione di fondi messa sotto accusa da Spitzer, ha subito fughe di
capitali pari a 14 miliardi di dollari in una sola settimana. Non a caso,
è stata fra le prime a negoziare un accordo almeno parziale con le
autorità. Tenuto conto che 95 milioni di americani possiedono quote di
fondi, una crisi di fiducia in questo settore potrebbe avere conseguenze
serie. Se la fuga che ha colpito Janus e Putnam dovesse estendersi a molti
altri gruppi, le ripercussioni sarebbero pesanti anche sulla Borsa. Perché
di fronte alle domande di riscatto, i gestori dei fondi sono costretti a
liquidare i propri investimenti, vendendo le azioni e obbligazioni che
hanno in portafoglio. La settimana scorsa, per esempio, i fondi Putnam
hanno improvvisamente venduto in una sola seduta di Borsa 7,4 milioni di
azioni della multinazionale farmaceutica Novartis, per un valore di 285
milioni di dollari, per far fronte alle richieste di riscatti dei clienti.
Tenuto conto che i fondi comuni detengono il 23% di tutte le azioni
quotate in America, una fuga dei risparmiatori dai fondi innescherebbe un
effetto domino sui mercati finanziari. Per quanto Spitzer sia efficace
nella sua battaglia per moralizzare i mercati e restituire credibilità al
sistema, la sua è una lotta contro il tempo, condotta oltretutto mentre
non si è ancora l'esaurita l'ondata di indagini contro le banche
d'investimento e i broker azionari: è di venerdì la notizia che
l'inchiesta si è allargata alla Charles Schwab, il più celebre discount
broker d'America. Non è ancora arrivata la parola fine, insomma.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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