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Rassegna stampa - Documento |
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Whisky & trading la ricetta Adoboli per bruciare Ubs con 2,3 miliardi
di Enrico Franceschini
Affari & Finanza - La Repubblica
Lunedì 26 settembre 2011
Quando i vicini di casa hanno sentito le sirene della polizia, alle 3 e 30 del
mattino, il primo pensiero è stato che fosse per disturbo della quiete
pubblica. Kweku Adoboli era conosciuto nel suo giro come un "party animal" -
il tipo di animale che si scatena alle feste. Ne organizzava una al mese nel
suo loft di Shoreditch, a due passi dagli uffici della Ubs dove lavorava nella
City, con più di cento invitati, tante belle ragazze e un dj professionista a
mettere su la musica. Andavano avanti sino al mattino e ogni tanto qualcuno si
lamentava del rumore: per farsi perdonare, lui regalava bottiglie di champagne
di marca all'autore delle proteste. Ma la notte tra il 14 e il 15 settembre
gli agenti non hanno bussato alla sua porta per intimargli di non fare
baccano, bensì per arrestarlo per la più grande frode mai commessa da un
singolo trader nella cittadella londinese della finanza: un ammanco di 2
miliardi e 300 milioni di dollari (1 miliardo e 650 milioni di euro) dalle
casse, o meglio dai computer, della maggiore banca svizzera. Adoboli, quando i
poliziotti sono entrati nel suo enorme appartamento per portarlo via in
manette, aveva già compagnia. Una giornata straordinariamente imbarazzante per
la Ubs, per il sistema bancario e per la City, era cominciata verso
mezzogiorno di mercoledì 14, quando il 31enne trader originario del Ghana ha
ricevuto un'email dall'ufficio legale della sua banca con una serie di
allarmate domande su alcune operazioni da lui compiute. Kweku ha risposto a
sua volta con una email e poi ha lasciato gli uffici di Finsbury Avenue per
dirigersi a casa. Il giorno prima aveva lasciato un messaggio sul suo profilo
su Facebook: "Ho bisogno di un miracolo". Il cielo non lo ha ascoltato. Nel
giro di due ore un team di avvocati e specialisti della Ubs lo ha rintracciato
e raggiunto a casa, dove è iniziato un lungo interrogatorio. Prima di sera la
banca ha capito che non si trattava di violazioni dei regolamenti interni, ma
di qualcosa di molto più grosso ed ha avvertito la Financial Securities
Authority, l'agenzia che sovraintende all'attività finanziaria. All'una di
notte, gli avvocati hanno compreso che non sarebbe bastato neanche questo e
hanno chiamato la polizia, che due ore più tardi ha suonato il campanello del
nuovo membro del ristretto club dei "rogue traders", gli operatoricanaglia
della finanza internazionale: gente come Nick Leeson, che nel 1994 causò 1
miliardo e 250 milioni di perdite alla Baring attraverso un conto segreto
negli uffici di Singapore, provocando il fallimento di una delle più antiche
banche inglesi, o come Jerome Kerviel, che nel 2008 fece un buco da 5 miliardi
di euro nella Societé Generale. Anche loro erano pesci piccoli, in grado di
compiere indisturbati un danno colossale. Ma i panni della canaglia, a Kweku
Adoboli, apparentemente vanno ancora più stretti. La sua truffa risale al
2008, quando aveva appena 28 anni: come ha potuto un broker così giovane
maneggiare somme di denaro tanto grandi, sfuggendo a tutti i controlli della
banca, peraltro rafforzati dopo simili incidenti in passato e dopo che la
crisi finanziaria del 2008, con le speculazioni folli dei mutui troppo facili,
le ha inflitto una perdita di 50 miliardi di dollari, costringendo la Svizzera
a nazionalizzarla per evitare il fallimento? Nelle foto su Facebook e ora
pubblicate dai giornali, Kweku sembra ancora più giovane della sua età. Non
ha, in verità, l'aspetto di un "party animal", bensì di un bravo ragazzo. Di
buona famiglia, per di più, perché il padre è un funzionario delle Nazioni
Unite, ora ritiratosi in pensione in patria, dopo avere prestato servizio in
Israele e in altri paesi del Medio Oriente. Kweku è nato e cresciuto in Ghana,
ma appena finite le scuole elementari fu spedito in una costosa "boarding
school" privata in Inghilterra, 26 mila sterline (circa 30 mila euro) di retta
l'anno. Dopo una laurea in business alla Nottingham University, nel 2002
iniziò a lavorare come stagista alla Ubs. Era un momento di lungo boom nella
City e in generale nella "Cool Britannia" del Blairismo: fece carriera in
fretta, occupando un posto nel Delta One, che non è un commando di forze
speciali, come suggerisce il nome, ma una piccola unità di investimenti della
banca svizzera: una dozzina di persone in tutto, un solo capo, gran
cameratismo, tanti giovanotti ambiziosi come lui che avevano preso il posto di
operatori più numerosi e più anziani, allontanati per risparmiare. Un suo
excollega ricorda lunghe giornate di frenetico lavoro, seguite da lunghe notti
di baldoria al pub e nei night. Ben presto Kweku ha cominciato a guadagnare
molto: pare che il suo salario di base, senza contare i bonus, fosse già di
300 mila sterline l'anno (350 mila euro). Ha preso in affitto un grande loft
da 4500 sterline al mese (5500 euro) a Shoreditch, lo ha arredato come una
galleria d'arte minimalista e ha cominciato a interessarsi di vini pregiati: i
requisiti classici di un trader di successo della City. E'stato a quel punto
che, dopo essersi familiarizzato con i sistemi di controllo della Ubs, ha
ceduto alla tentazione di compiere operazioni fraudolente, non autorizzate.
Possono sembrare tanti 2 miliardi e 300 milioni di dollari, ma lui nel suo
singolo portafoglio maneggiava investimenti per 10 miliardi: forse si è
sentito sicuro di fare una puntata d'azzardo al casinòbanking della City e di
passarla liscia. E'accaduto nel 2008: ha trascorso i tre anni successivi a
cercare di coprire le sue malefatte con altre operazioni fasulle. Come nel
gioco delle tre carte, l'importante era spostare continuamente e velocemente
profitti e perdite, in modo che non venisse scoperto quello che aveva fatto
lui. All'inizio aveva una girlfriend fissa, racconta un collega, una
dottoressa o forse un'infermiera. Ma poi il ritmo e l'atmosfera dei party, le
feste con 100 invitati, tanta musica e tanto alcol, hanno preso il
sopravvento, la relazione con la fidanzata è finita e a casa sua, nel weekend,
i vicini vedevano arrivare donne sempre diverse e sempre più belle. William
Pitt, il suo dirimpettaio, uno dei pochi che accettano di farsi citare per
nome in questa storia (non si sa mai), rivela un piccolo particolare
significativo: "Mi disse che il suo libro preferito era 'The wolf of Wall
Street'(Il lupo di Wall Street)". Un resoconto dal di dentro sugli eccessi e
le truffe di un'altra cittadella della finanza, quella newyorchese, scritto da
un exbroker, Jordan Belfort, che ne aveva viste e fatte di tutti i colori, sia
pure - col senno di poi - su scala minore di Adoboli. In copertina c'è una
frase che riassume il senso della vicenda: "Mi divertivo come una rock star e
vivevo come un re". Era questa, a quanto sembra, la filosofia di Kweku: se i
suoi superiori alla Ubs avessero saputo prima che libro leggeva, forse non
avrebbero dovuto attendere così tanto per denunciarlo. Il giorno dopo
l'arresto, quando lo hanno condotto in tribunale e il giudice gli ha letto i
capi di imputazione, Adoboli è scoppiato a piangere: la poliziotta che sedeva
al suo fianco sul banco degli imputati deve essersi impietosita, anche se non
guadagnerà mai in tutta la vita una cifra simile a quella da lui sottratta, e
gli ha passato un fazzolettino di carta per asciugarsi le lacrime. Ma poi,
all'uscita dall'aula di giustizia, vedendosi bersagliato di flash dai
fotografi, il giovane trader in manette ha sorriso. Non sorridono nella City,
dove la sua frode suscita indignazione e paura. "Non riesco a credere che
possano ancora succedere cose del genere", commenta un banchiere della
Deutsche Bank. "E'la prova che la Ubs è un vecchio dinosauro che non riesce a
rimettere in ordine la propria casa", dice un broker. "E'la conferma che tutto
il settore è marcio e va riformato", rincara la dose un terzo. Nel colosso
bancario svizzero si prepara un regolamento di conti: cadranno teste, forse
anche quella dell'amministratore delegato Grubel. Ogni mattina, la Ubs ha
l'abitudine di inviare una "parola del giorno" ai suoi dipendenti. L'ultima
era "resistenza".
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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