XBRL e comunicazione finanziaria d'impresa
di Paolo Camanzi
Aprile 2007
1. Introduzione
Uno degli aspetti più problematici della redazione dei report finanziari è sicuramente la necessità
di dover conciliare dati provenienti da fonti diverse, che non seguono una standardizzazione
comune. La mancanza di standardizzazione è un problema di non poco conto, per chi lavora con i
numeri e comunica anche attraverso i numeri. In questo contesto, la standardizzazione non deve
essere vista come un aspetto negativo, come un "essere omologati" a qualcosa, "essere conformi"
a qualcosa, non riuscire a distinguersi e a emergere dal gruppo. In campo economico-finanziario la
standardizzazione ha una valenza totalmente opposta: significa agevolare la generazione di report,
facilitare la comunicazione verso l'interno e verso l'esterno dell'azienda, risparmiare tempo e
denaro.
XBRL (acronimo che sta per eXtensible Business Reporting Language) è un linguaggio per la
comunicazione elettronica di informazioni finanziarie, che rivoluzionerà sicuramente la
reportistica aziendale: l'unico problema è stabilire quando questo avverrà. Basato sul linguaggio
XML (eXtensible Markup Language, uno dei linguaggi di marcatura delle pagine web), XBRL fornisce la
struttura per definire un dizionario dati condiviso delle voci utilizzate nei bilanci, e per
definire gli schemi utilizzati per rappresentare tali dati.
Da
aleablog,
diario di bordo del progetto Smefin (Ridisegno dell'infrastruttura finanziaria delle reti di
imprese, coordinato da Alea-Centro di ricerca sui rischi finanziari dell'Università di Trento),
che può essere definita come la principale fonte di informazione in Italia sul linguaggio XBRL,
si apprendono molte curiosità su questo linguaggio, come ad esempio che è stato inventato nel 1998
da un consulente contabile, Charles Hoffman, il quale era alla ricerca di un metodo efficiente e
sicuro per trasferire al sito web della società Knight Vale & Gregory le informazioni finanziarie
inserite nel sistema contabile elettronico; dopo alcuni tentativi, individuò la soluzione nel
linguaggio XML. Come detto, Hoffman era un contabile e non un mago del linguaggio XML ed è stato
in passato duramente criticato per alcune sue scelte di stampo prettamente tecnico, ma non bisogna
dimenticare che egli non voleva reinventare i linguaggi web, ma la contabilità e i sistemi di
reportistica; e sembra ci sia riuscito.
Il linguaggio XBRL è stato sviluppato da un consorzio internazionale non profit costituito da
circa 450 tra società, organizzazioni e agenzie governative interessate alla tecnologia. La
sede è a New York (XBRL Interational:
www.xbrl.org),
ma sono presenti anche due importanti sedi a livello europeo, una a Bruxelles e l'altra a Lione
(XBRL Europe:
www.xbrl.org/eu),
sorte con lo scopo di accelerare l'utilizzo del linguaggio nei Paesi membri dell'Unione Europea,
dove Spagna, Belgio e Francia sono i più attivi su questo fronte, insieme all'Olanda, dove il
Ministero delle finanze usa già XBRL. Ma tutta l'Europa riveste un ruolo centrale per lo sviluppo
del nuovo standard, grazie anche all'impatto di Basilea 2 e alla conseguente importanza della
standardizzazione nel business reporting.
E in Italia? Il 27 settembre 2006 è stata costituita a Roma, presso la sede di Abi, la
"Associazione italiana per lo sviluppo e la diffusione di tassonomie e di standard tecnologici
in campo economico-finanziario", cui partecipano i rappresentanti del sistema economico nazionale.
Dodici i soci fondatori: Abi, Aiaf, Ania, Assonime, Banca d'Italia, Borsa Italiana, Confindustria,
Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Consiglio nazionale ragionieri, Isvap, Organismo
italiano di contabilità, Unioncamere. L'associazione sta perfezionando l'accreditamento presso
XBRL Europe e avrà sede all'Organismo italiano di contabilità (Oic).
Presieduta da Gianfranco Torriero, all'associazione spetta il compito di definire le tassonomie
(dizionari comuni condivisi da istituzioni e imprese) dei termini utilizzati nell'ambito della
comunicazione finanziaria, tassonomie che rappresentano semplicemente la base di partenza per
poter scambiare informazioni comprensibili e immediatamente fruibili attraverso un'unica tecnologia
informatica. In pratica, un dialogo più semplice e meno costoso non solo tra le aziende e le
istituzioni italiane, ma anche con il resto del mondo.
2. Le applicazioni nelle analisi finanziarie
Il professor Luca Erzegovesi (Direttore del Dipartimento di informatica e studi aziendali
dell'Università di Trento) ed Elena Bonetti (dello stesso Dipartimento universitario) nel loro
documento dal titolo "Utilizzo di XBRL e Quantrix Modeler nelle analisi di bilancio - Parte 1"
forniscono la traduzione in italiano di un testo contenuto nel sito web di XBRL International che
spiega brevemente i molteplici usi del linguaggio:
«Tutti i tipi di organizzazioni possono utilizzare XBRL per risparmiare costi e
migliorare l'efficienza nella gestione delle informazioni finanziarie e aziendali.
Poiché XBRL è estensibile e flessibile, può essere adattato ad un'ampia varietà di
esigenze di diversa natura. Tutti i partecipanti alla filiera di trattamento
dell'informazione finanziaria possono beneficiarne, siano essi impegnati nella produzione,
nella trasmissione o nell'uso di dati aziendali.
Raccolta di dati e reporting. Utilizzando XBRL, le società e gli altri produttori di
dati finanziari e report aziendali possono automatizzare i processi di raccolta dei dati.
Ad esempio, dati provenienti da diverse divisioni aziendali con sistemi contabili eterogenei
possono essere integrati rapidamente, a basso costo e con efficienza se le fonti informative
sono state aggiornate all'uso di XBRL. Una volta raccolti i dati in formato XBRL,
diversi tipi di report basati su vari sottoinsiemi dei dati possono essere prodotti
con sforzo minimo. Ad esempio, la Direzione finanziaria di una società potrebbe generare
rapidamente e affidabilmente rapporti interni per la Direzione, bilanci destinati alla
pubblicazione, dichiarazioni dei redditi e altre segnalazioni regolamentari, così come i
dati per le istruttorie di fido bancarie. Non soltanto si possono automatizzare i
processi di manipolazione dei dati che assorbono tempo e sono fonte di errori, ma i dati
possono anche essere controllati nella loro accuratezza dal software. Le piccole imprese,
così come le grandi, possono trarre vantaggi dalla standardizzazione e dalla semplificazione
delle fasi di assemblaggio e invio delle informazioni alle pubbliche amministrazioni.
Consumo e analisi dei dati. Gli utilizzatori dei dati ricevuti elettronicamente in
XBRL possono automatizzare la loro gestione, eliminando lunghe e costose operazioni di
riordino e reimmissione. Il software può inoltre validare immediatamente i dati,
evidenziando errori e omissioni che possono essere immediatamente corretti. Può anche
aiutare l'analisi, la selezione e l'elaborazione dei dati ai fini del loro riutilizzo.
L'impegno delle persone può essere spostato su aspetti di più alto profilo e valore
aggiunto relativi alle fasi di analisi, revisione, reporting e decisione. In questo modo,
gli analisti finanziari possono risparmiare tempo, semplificare enormemente la selezione e
la comparazione dei dati, e rendere più penetranti le loro analisi d'impresa. Le banche
possono risparmiare costi e accelerare la conclusione di contratti con i debitori.
I regulator e gli uffici governativi possono assemblare, validare e rettificare i dati in
maniera molto più efficiente e utile di quanto abbiano potuto fare sinora».
|
Come ricordato dagli stessi autori, uno dei problemi da affrontare sarà quello dell'implementazione
di tutte queste funzionalità in modo parsimonioso e sostenibile per una piccola e media impresa.
In Italia si sta lavorando sul linguaggio XBRL dal 2005. Unioncamere e Infocamere
(società che gestisce il Registro delle Imprese nel quale sono iscritte quasi sei milioni
di aziende) hanno dato vita a un gruppo di studio al quale, inizialmente, hanno aderito i dottori
e i ragionieri commercialisti. Dalla metà del 2005, al tavolo hanno trovato posto anche esponenti
del dipartimento di Economia aziendale dell'Università di Trento. Nel mese di maggio del 2006
sono iniziate le prove sul deposito telematico nel formato XBRL. Alla sperimentazione hanno
partecipano una ventina di studi professionali e le Camere di Commercio di Cremona, Novara, Trento
e Vicenza. Da rilevare che le Camere di Commercio italiane ricevono ogni anno circa 850mila
depositi online dalle società di capitali.
Per Stefano Zambon, docente di Economia aziendale all'Università di Ferrara, il linguaggio
XBRL rappresenta un'occasione molto importante perché potrebbe portare non solo a una maggiore
trasparenza nei bilanci, ma anche a una riduzione dei costi, per le aziende e per i professionisti,
nel trattamento dei dati finanziari, contabili e fiscali. Con notevoli riflessi positivi sui
controlli.
Attualmente, i bilanci d'esercizio vengono trasmessi alle Camere di Commercio in formato pdf, un
formato che rappresenta una "fotografia elettronica" del documento cartaceo, un'immagine che
non può essere utilizzata o elaborata così com'è; per farlo, gli analisti, le banche, le
assicurazioni, l'Istat, il Registro delle Imprese, il Ministero delle Finanze, l'Agenzia delle
Entrate, le associazioni di tutela e rappresentanza e via di seguito devono necessariamente
riscrivere i dati completamente: un'operazione di data-entry che rende complesso e laborioso
il flusso e la fruibilità delle informazioni. Con XBRL tutti i soggetti precedentemente menzionati
potranno lavorare direttamente sui "bilanci d'esercizio elettronici" per svolgere le valutazioni
gestionali, finanziarie e amministrative di loro competenza. Per semplificare ulteriormente
l'esempio, si pensi all'analista di un'azienda che deve esaminare i bilanci d'esercizio di
un potenziale cliente al fine di avere informazioni circa la sua solvibilità e decidere di
conseguenza se entrare o meno in rapporti commerciali; allo stato attuale delle cose,
l'analista sarà obbligato a procurarsi i bilanci in formato cartaceo o simil-carteceo (pdf),
per effettuare poi una poco edificante serie di operazioni di data-entry (ad esempio, in un
foglio elettronico) ai fini dell'analisi di bilancio. Si potrebbe obiettare che esistono
sul mercato servizi di credit-scoring che forniscono direttamente il merito di credito:
problema risolto per il nostro analista, ma non per gli operatori della società che offre
il servizio di credit-scoring. Se il sistema fosse già a regime, sarebbe sufficiente procurarsi
i bilanci d'esercizio XBRL-compatibili di una qualsiasi azienda che redige il bilancio secondo
gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico previsti dagli articoli 2424 e 2425
del Codice civile e importarli direttamente nel modulo online di inserimento e modifica dei
dati di bilancio di analisiaziendale.it, per ottenere una
veloce
analisi di bilancio.
La presenza di una tassonomia riconosciuta genererebbe automaticamente la necessità di
standardizzare operazioni fino ad ora banali e poco edificanti.
3. L'obbligo legislativo
Nel mese di luglio del 2006 il decreto Visco-Bersani (DL 223/2006, articolo 37, comma 21-bis,
Legge 248/2006) ha previsto, tra le misure sugli accertamenti, il varo entro il 31 dicembre 2006
delle "specifiche tecniche" del formato elettronico per la presentazione dei
«bilanci di esercizio e degli altri atti al Registro imprese» delle Camere di Commercio.
Anche se nel testo l'acronimo XBRL non compare, il riferimento è a questo standard, che
sarebbe dovuto diventare obbligatorio entro il mese di marzo del 2007. Successivamente,
il Decreto legge "Milleproroghe" (DL 300/2006, articolo 4, comma 4-ter) ha previsto un rinvio
di dodici mesi.
Il calendario aggiornato prevede che dal 31 marzo 2008 il deposito degli atti societari,
tra i quali i bilanci, al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio dovrà essere in
formato elaborabile. Slitta così di un anno, al 31 dicembre 2007, anche il termine per
il varo del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dovrebbe fissare le regole
tecniche.
In una nota inviata a gennaio al Direttore Generale dell'Agenzia delle Entrate e al Ministero
dello Sviluppo Economico, il presidente Torriero sottolineava come l'adozione dello standard
XBRL «richiede complessi passi per giungere al riconoscimento internazionale».
Da qui la richiesta di un termine più lungo «di almeno 12 mesi» in quanto
l'attuazione «non risulta né immediata, né semplice». In un'intervista al Sole 24 Ore
dello scorso mese di febbraio, Torriero precisava che «Siamo sempre stretti, ma la proroga
è un impegno per accelerare e arrivare in tempo. In questi giorni stiamo compilando la domanda
all'XBRL Europe. La procedura prevede l'adesione definitiva dal terzo anno ma già dal primo
anno si potrà operare».
Allo stato attuale, c'è attenzione su XBRL essenzialmente per due fattori:
la costituzione della giurisdizione XBRL Italia;
l'obbligo legislativo di deposito futuro dei bilanci in un formato elettronico
elaborabile.
Seguendo le importanti indicazioni riportate dal già citato
aleablog,
cerchiamo di sgombrare il campo da alcuni equivoci.
Innanzi tutto, occorre precisare che XBRL non è una misura accessoria al pacchetto fiscale del
Governo. I dati di bilancio delle società di capitali, vale a dire i contenuti di cui parla il
decreto Visco-Bersani, sono già disponibili in formato elettronico da diverse banche dati
commerciali, utilizzate tra l'altro dalla stessa Agenzia delle Entrate; nelle dichiarazioni
fiscali si richiede di inserirne una parte consistente; con l'introduzione del nuovo linguaggio
standardizzato si coinvolge in questo processo di comunicazione il suo protagonista, ovvero
l'azienda che redige il bilancio d'esercizio. In questo modo, aumenta l'accuratezza dei dati
che l'azienda elabora, si evitano comunicazioni multiple a referenti istituzionali diversi,
gli stessi dati possono essere condivisi più facilmente con i consulenti, le banche e con
qualsiasi stakeholder.
Secondariamente, chi perde con XBRL?
- Le società di software, che devono intervenire sui loro pacchetti gestionali?
No, perché XBRL allargherà la platea di chi utilizza soluzioni evolute per elaborare i bilanci.
- I servizi di banca dati dei bilanci, che oggi trasformano informazioni cartacee e file pdf
in archivi digitali?
No, perché rimarrà una domanda di servizi informativi commerciali a valore aggiunto che
integrino dati contabili e non; XBRL aiuterà questi provider ad abbattere i costi improduttivi
di data-entry manuale e di scansione ottica dei dati da digitalizzare.
- Le banche, che devono interfacciarsi con un'altra fonte dati?
No, perché potranno continuare ad utilizzare i servizi di oggi, caricando automaticamente nelle
pratiche di fido i dati XBRL, acquisiti con visure camerali o forniti direttamente dall'azienda
cliente.
- Le aziende, che dovranno pagare i costi di tutto questo?
No, perché presumibilmente la crescita della domanda, in quantità e qualità, si accompagnerà a
una concorrenza vivace tra fornitori di consulenza e sistemi.
4. Le evoluzioni a breve
In seno all'associazione presieduta da Torriero sono stati costituiti due gruppi di lavoro sulle
tassonomie per i bilanci di esercizio, uno per le società quotate e le altre società soggette ad
Ias/Ifrs; l'altro per le società che applicano i principi contabili nazionali.
I lavori per il 2007 dovrebbero prevedere il deposito dei prospetti di sintesi (stato patrimoniale,
conto economico e conti d'ordine) secondo lo schema di tassonomia GAAP Italia (Generally Accepted
Accounting Principles) relativo al bilancio civilistico secondo gli schemi previsti dagli articoli
2424 e 2425 del Codice civile. Il deposito del documento in formato XBRL avverrà nella forma di
allegato al bilancio in formato pdf; il documento pdf completo garantisce la "materialità"
dell'informazione per tutti, compresi quelli che inizialmente non saranno in grado di elaborare
il formato XBRL; la sperimentazione sarà lanciata durante la campagna bilanci 2007 (tra aprile
e giugno), in collaborazione con le Camere di Commercio e con gli Ordini professionali.
Ma non ci si fermerà qui, dato che sarà necessario sviluppare il resto della tassonomia che
servirà a gestire i documenti accompagnatori (nota integrativa e relazione sulla gestione).
Come sottolineato dal professor Erzegovesi, Infocamere sta investendo molto sul progetto
"Impresa in un giorno": il Decreto Bersani bis (DL 7/2007) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
n. 26 del primo febbraio 2007 ed entrato in vigore il 2 febbraio 2007, prevede che il Registro
delle Imprese diventi il punto di accesso integrato per la comunicazione di avvio, modifica e
cessazione dell'impresa, anche ai fini fiscali, previdenziali ed assistenziali. A decorrere dal
3 aprile 2007, l'impresa dovrà presentare al Registro delle Imprese (generalmente in via telematica)
la comunicazione unica per gli adempimenti necessari all'avvio dell'attività d'impresa. I progetti
"Bilancio XBRL" e "Impresa in un giorno" rientrano in un filone di sviluppo dell'e-government
ed è bene che procedano entrambi, in un disegno comune di piattaforma integrata per lo scambio
di dati e lo svolgimento di pratiche amministrative tra imprese e Pubblica Amministrazione.
Per affrontare in modo sereno e sistematico le sfide future che XBRL impone è necessario trovare
risposte concrete ad alcune domande, prima fra tutte questa: «Una volta creati e depositati
i dati in formato XBRL, che cosa ne facciamo?». Qui entrano in gioco le istituzioni, che
devono comunicare agli stakeholder e agli utenti finali di XBRL i vantaggi di questa tecnologia,
avviando progetti concreti nei quali dimostrare tutte le applicazioni utili, dato che, per usare
le parole del professor Erzegovesi «XBRL è uno degli ingredienti per gestire in maniera
sana e consapevole la finanza d'impresa».
Lo stesso professore suggerisce anche un esempio concreto di innovazione tecnologica realizzabile
grazie a XBRL: «I confidi e le unità di consulenza create al loro interno o con essi
collegate dovrebbero disporre di una piattaforma informatica per la gestione delle pratiche
di credito e garanzia, sulla quale implementare procedure di raccolta e trasmissione delle domande,
contenenti modelli di diagnosi economico-finanziaria capaci di orientare le imprese verso le
soluzioni di finanziamento più appropriate. Si può introdurre su tale piattaforma la tecnologia
XBRL».
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Riferimenti di base
Walter Aste e Davide Panizzolo, "ALEA Tech Reports - Lo standard XBRL
(eXtensible Business Reporting Language) e la comunicazione finanziaria d'impresa",
Tech Report numero 20, revisione febbraio 2006 (prima versione: maggio 2004).
Luca Erzegovesi, Elena Bonetti, "Utilizzo di XBRL e Quantrix Modeler nelle analisi di
bilancio - Parte 1", Dipartimento di Informatica e Studi Aziendali, Università degli Studi
di Trento, 6 febbraio 2007.
Andrea Fradeani, "La globalizzazione della comunicazione economico-finanziaria.
IAS/IFRS e XBRL", Giuffrè 2005, Milano.
www.xbrl.org,
sito XBRL International.
www.xbrl.org/eu,
sito XBRL Europe.
aleablog,
diario di bordo del progetto Smefin (Ridisegno dell'infrastruttura finanziaria delle reti di
imprese, coordinato da Alea-Centro di ricerca sui rischi finanziari dell'Università di Trento.
finance.groups.yahoo.com,
forum su XBRL creato da componenti di XBRL International, accademici e operatori.
Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo
in cui è stato redatto.
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