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Revisore d'obbligo per 175mila srl
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore
Venerdì 13 ottobre 2017

Sono circa 175mila le srl che potrebbero doversi dotare di un controllo sindacale sulla base della legge delega sulla riforma del diritto fallimentare approvata mercoledì scorso al Senato. È una stima di massima sui dati elaborati per il Sole 24 Ore da Infocamere. I criteri di delega sul punto sono assai stringenti e più facili da superare in ingresso rispetto all'uscita. Per essere cioè soggetti all'obbligo serve infatti avere superato per due esercizi consecutivi il limiti di ricavi o di attivi di 2 milioni di euro oppure 10 dipendenti. Ne sono invece esonerate le società che non superano tali requisiti per tre esercizi consecutivi.
Una previsione che ha lasciato assai perplessi gli imprenditori, con Confindustria che ha sottolineato come in questo modo si verificherà un aggravamento del costo dei controlli interni, poco giustificato in una prospettiva europea e meno comprensibile se si tiene conto del legame con le misure di allerta e con l'obbligo di segnalazione da parte dei creditori pubblici qualificati.
Sul piano statistico intanto, i dati segnalano un numero di società a responsabilità limitata coinvolte da questo aspetto della riforma di tutto rilievo. Il numero di 175mila rappresenta una stima sulla base di quanto rilevato per ciascuno dei tre parametri previsti. Che possono essere considerati alternativi, ma possono anche essere congiunti. Il che rende difficile arrivare a un numero preciso di srl interessate, tenuto conto che alcune delle società che rientrano nei parametri potrebbero già adesso essere obbligate a dotarsi di un controllo sindacale. Va poi tenuto presente che, in caso di mancato rispetto dell'obbligo, sarà il tribunale a provvedere su segnalazione del Registro imprese o di terzi interessati.
Ma il tema dei controlli è per certi versi centrale nelle modifiche al Codice civile, visto che la riforma, recependo alcuni orientamenti della giurisprudenza, ha stabilito l'estensione alle società a responsabilità limitata delle misure sinora riservate alle società per azioni in materia di denuncia di irregolarità degli amministratori.
Intanto è stata formalizzata la nomina della commissione Rordorf/2, perché a presiederla sarà il presidente aggiunto della Cassazione Renato Rordorf che guidò il gruppo di lavoro che ha scritto buona parte della delega. Il testo delle bozze dei decreti delegati dovranno essere pronte entro il prossimo 10 gennaio.
A far parte della commissione, che si riunirà per la prima volta mercoledì prossimo, sono, tra gli altri, magistrati come il presidente della Corte d'appello di Roma Luciano Panzani, il presidente del tribunale di Novara Filippo Lamanna, il sostituto procuratore di Piacenza Roberto Fontana, i docenti Guido Alpa e Andrea Zoppini, il rappresentante dei dottori commercialisti Andrea Foschi. E ieri il Consiglio nazionale forense, con un intervento del presidente Andrea Mascherin, ha sottolineato una serie di perplessità su alcuni punti che i decreti legislativi dovranno affrontare. Due soprattutto: il sacrificio del principio di prossimità e l'esclusione degli organismi di composizione della crisi istituiti dagli avvocati tra quelli deputati a intervenire nell'ambito delle procedure di allerta.

* * *

I punti chiave della delega
Le principali novità della legge sul fallimento


1/6 L'allerta
Prevista una fase preventiva di allerta per anticipare l'emersione della crisi di impresa. È uno strumento stragiudiziale e confidenziale di sostegno alle imprese, diretto a una rapida analisi delle cause del malessere economico e finanziario dell'impresa, destinato a sfociare in un servizio di composizione assistita della crisi. In caso di mancata collaborazione scatta la dichiarazione pubblica di crisi.

2/6 L'organismo
La competenza per l'assistenza al debitore nella procedura è assegnata a un apposito organismo di composizione della crisi, costituito presso ciascuna camera di commercio. L'organismo nomina un collegio di tre esperti: uno designato dal presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale; uno dalla camera di commercio; uno da associazioni di categoria.

3/6 il sovraindebitamento
Va estesa la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento anche ai soci illimitatamente responsabili e deve essere assicurato il coordinamento delle procedure relative a più membri della stessa famiglia. Va inoltre consentito al debitore meritevole di accedere all'esdebitazione anche quando non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità. Tale possibilità dovrà essere offerta una sola volta.

4/6 la «liquidazione»
Arriva la procedura di «liquidazione giudiziale» che sostituirà l'attuale disciplina del fallimento. Il primo principio di delega è sul potenziamento dei poteri del curatore, vero dominus della nuova procedura. In particolare, dovrà essere esclusa l'operatività di esecuzione speciale e di privilegi processuali (anche di natura fondiaria) e limitata la possibilità di azioni di inefficacia e revocatorie.

5/6 Attivo e Passivo
L'accertamento del passivo prevede che tale fase sia improntata a criteri di snellezza e concentrazione. Quanto alla liquidazione dell'attivo, saranno introdotte procedure di massima trasparenza attraverso un mercato nazionale telematico dei beni da vendere, la possibilità di acquisto di tali beni da parte di creditori abilitati e l'istituzione di fondi per gestire i beni invenduti.

6/6 I revisori
Saranno estesi i casi nei quali per le società a responsabilità limitata è obbligatoria la nomina di un organo di controllo o di un revisore, prevedendo comunque la nomina obbligatoria quando la società – per due esercizi consecutivi – presenta alcuni requisiti dimensionali (attivo o ricavi delle vendite superiori a 2 milioni di euro, oppure dipendenti superiori a 10 unità).

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Nota: il contenuto del documento deve essere interpretato in relazione al periodo in cui è stato redatto.


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